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Edizione 2011-10-11 16:27:57
Stagione autunnale 2011

Il programma della prossima sessione autunnale prevede due conferenze ed un grande progetto.
Il progetto è il “Progetto Horemheb e Saqqara”, che l’Istituzione Musei Civici di Bologna - Museo Civico Archeologico, eccellenza museale italiana, e il Rijksmuseum van Oudhededen di Leida, secondo museo nazionale d’Olanda, hanno promosso, poiché le collezioni egiziane dei due musei sono gemellate da sempre nel nome di Horemheb, generale dell’esercito egiziano e poi ultimo sovrano della XVIII dinastia, protagonista di una carriera politica eccezionale e proprietario di tre tombe.
La tomba di Saqqara, dalla quale provengono le sculture e rilievi di Leida e di Bologna, fu scoperta durante gli anni ’20 dell’Ottocento da ladri di tombe e da mercanti di antichità allora molto attivi in Egitto: alcuni dei rilievi più belli che adornavano le pareti furono staccati e venduti in Europa per concessione del Pascià Mohammed Ali.
Inghiottita nel corso del tempo dalle sabbie, la tomba di Horemheb è stata nuovamente riportata alla luce nel 1975 da una missione archeologica anglo-olandese, che negli anni successivi ne ha avviato il restauro integrativo.
La collaborazione tra Bologna e Leida permetterà la copia dei rilievi di Bologna, il loro posizionamento a Saqqara per completare il ciclo iconografico, mantenendo così i rilievi a Bologna, e l’avvio del restauro integrativo della tomba di Ptahemuia che il Rijksmuseum van Oudheden di Leida ha scoperto nel 2007 e della quale il Museo Archeologico di Bologna possiede un rilievo significativo.
Il “Progetto Horemheb e Saqqara”, che prende avvio dal restauro integrativo della seconda tomba di questo importante personaggio, non sarebbe stato possibile senza la sponsorizzazione del CISE (Centro Italiano di Studi Egittologici) e del Rotary di Imola.

Il nostro primo relatore, venerdì 21 ottobre 2011 alle ore 18.00 presso la Sala delle Stagioni, sarà dunque il prof. Maarten Raven che parlerà degli “Scavi olandesi a Saqqara, stagione 2010: una tomba ignota e altre scoperte" .
Maarten Raven è curatore della sezione egizia del Museo di Leiden in Olanda, ed è responsabile degli scavi di Saqqara; è particolarmente interessato all’arte ed ai manufatti del Nuovo Regno e del Periodo tardo, nonché all’iconografia, alla magia e al simbolismo. Si occupa anche di storia dell’Egittologia e di Egittomania.
Ha pubblicato molti articoli, cataloghi e monografie sulla cultura materiale, le collezioni di Leida e gli scavi di Saqqara.
Nell’ambito di un più stretto rapporto del C.I.S.E. con il Museo Archeologico di Bologna, il prof. Raven sabato 22 ottobre parlerà presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, de “La tomba memfita di Horemheb: scavi recenti e nuove interpretazioni”.
Il secondo appuntamento della sessione autunnale del C.I.S.E. ci sarà venerdì 28 ottobre alle 18.00 presso la Sala delle Stagioni con il prof. Albert Zink, direttore dell'Istituto per le Mummie e l'Iceman dell'EURAC.
L’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) è un innovativo centro di ricerca e di formazione, che per l’eterogeo background scientifico dei collaboratori permette di sviluppare un approccio interdisciplinare ai temi di ricerca, analizzando le diverse sfaccettature che caratterizzano i fenomeni che sono oggetto di studio e conduce studi e analisi che si collocano in una più ampia dimensione europea e internazionale.
Ad Imola Albert Zink parlerà della “Parentela genetica e patologica di Tutankhamon e della famiglia reale della XVIII dinastia egizia”.
I ricercatori hanno svolto indagini genetiche su 16 mummie, utilizzando le tecniche più moderne. Lo studio è durato due anni e si è svolto in un laboratorio per il DNA appositamente realizzato al Cairo. I dieci ricercatori, che compongono il team, hanno iniziato a prelevare campioni di tessuto dall'interno delle ossa di undici mummie scelte tra i parenti di Tutankhmon, e da altre cinque mummie. In due anni di lavoro gli studiosi sono riusciti a estrarre il DNA e le impronte digitali genetiche delle sedici mummie. I risultati hanno indicato la pista da seguire. Attraverso le impronte digitali genetiche si è potuto ricostruire l'albero genealogico della famiglia  di Tutankhamon fino alla quinta generazione. Le ricerche hanno permesso inoltre di fare passi avanti nell'individuazione delle cause che hanno portato alla morte del giovane faraone.
Sabato 29 ottobre il prof. Zink parlerà a Bologna di “Storie di uomini, mummie e costumi: dai faraoni della Valle dei Re alla mummia nera di Winkelmann”.

Il presidente
Fabrizia Fiumi